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pagine a cura di: IK5FCI Riccardo Pellegrineschi ed IK7JGI Alfredo Gallerati Per fare un sano radiantismo è necessario superare personalismo ed individualismo.
...Sono
cose che possono far storcere il naso con sufficienza e stimolare al
risolino di compatimento l'appassionato hi-tech dei ns. giorni (quello
che mentre ascolta registra in formato MP3 e gia inviando il rapporto
via e-mail) ma occorre considerare che si tratta di iniziative nate
ad inizio anni '70 che - in modo del tutto gratuito - hanno consentito
a molti DXer di reperire informazioni e contatti diversamente per loro
impossibili da raggiungere (pensiamo agli appassionati che vivevano
nei paesi poveri del terzo mondo). Per quanto riguarda comunque "Rivista Onde Corte", il grande momento di questo bollettino durò circa quattro anni, fino al 1974, quando alcuni collaboratori fondarono propri bollettini editoriali. Tra questi ci fu il tentativo del milanese Enrico Callerio che dal 1976 per circa un anno realizzò la rivista trimestrale "Onde di radiodiffusione". "Rivista Onde Corte" durerà ancora fino ai primi mesi del 1976, quando cessa le pubblicazioni per ragioni che vennero solo in parte chiarite successivamente, in una riunione tenutasi nel Giugno 1977 a Firenze ; in tale incontro - eufemisticamente definito allora come "avvelenato" - le distanze e gli attriti tra i maggiori DXer italiani si acuirono e si ampliarono, premessa logica della piccola babele di micro-gruppi e corrispondenti bollettini degli anni seguenti. Tali pubblicazioni avevano incominciato a circolare già dalla seconda metà degli anni '70 ed erano solitamente realizzati mediante fotocopie o ciclostile. Erano attivi 26 bollettini in Italia : lo specchio di una incredibile situazione fatta di un individualismo spinto accentuato dagli effetti (perniciosi) di diatribe e polemiche mai risolte né chiarite. Impossibile citare i nomi di tutti i gruppi e club allora esistenti, ricordiamo i nomi di quelli più conosciuti in quel periodo. -
GAT- Gruppo Ascolto Torino di Riccardo Novarino. Molte voci….e poca organizzazione. Evidentemente l'esplosione di decine di bollettini e Gruppi locali, dalla fine del 1978 fece riflettere diversi appassionati BCL i quali cominciarono a pensare alla possibilità di tentare di coagulare queste realtà diverse e distanti in un'unica organizzazione. In questo clima, l'1 novembre 1980, alcuni BCL tra cui Piero Castagnone (Sestri Levante), Francesco Clemente (Udine) e Walter Mola (Torino) organizzano il primo Congresso per proporre la costituzione della FRI (Federazione dei Gruppi di Radioascolto Italiani). Alcuni attivi BCL avevano finalmente capito che, per incentivare la pratica del radioascolto, occorreva convergere in un'organizzazione associativa o federativa. A Firenze si tenne il primo Congresso in cui però non si raggiunsero concreti accordi realizzativi. A Bologna, il 19 settembre 1981 si tornò a parlare delle risorse per costituire una Federazione oppure un'Associazione di BCL per tentare di far confluire le risorse in una organizzazione. Ma qui si apre quella frattura la cui ombra arriverà fino ai giorni nostri. Il dialogo che inizialmente era sembrato più spontaneamente costruttivo, comincia ad incrinarsi, a cedere al personalismo, all'individualismo. Ormai sull'associazionismo del radioascolto si spargono i veleni del rancore, dell'individualismo, del protagonismo di alcuni...
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