pagine a cura di: IK5FCI Riccardo Pellegrineschi ed IK7JGI Alfredo Gallerati

Per fare un sano radiantismo è necessario superare personalismo ed individualismo.

 

...Sono cose che possono far storcere il naso con sufficienza e stimolare al risolino di compatimento l'appassionato hi-tech dei ns. giorni (quello che mentre ascolta registra in formato MP3 e gia inviando il rapporto via e-mail) ma occorre considerare che si tratta di iniziative nate ad inizio anni '70 che - in modo del tutto gratuito - hanno consentito a molti DXer di reperire informazioni e contatti diversamente per loro impossibili da raggiungere (pensiamo agli appassionati che vivevano nei paesi poveri del terzo mondo).
Seguirono negli anni iniziative affini di Radio Portogallo, Deutschlandfunk, BBC, Radio Berlino International ed altre emittenti internazionali, ma si trattò di programmi che non avevano il mordente e la competenza tecnica delle BC succitate e non raggiunsero mai le cifre di ascoltatori che RN, R.Sweden e R.Budapest potevano vantare negli anni "ruggenti" della loro attività.
Per la cronaca, alcune rubriche DX furono prodotte e trasmesse anche da alcune emittenti private italiane ; a livello toscano da segnalare l'emittente fiorentina FM Radio One, che dal 1975 al 1980 ospitò regolarmente un programma settimanale dedicato al DX curato da Luigi Cobisi, arrivando perfino a stampare una QSL di conferma ai rapporti d'ascolto. Fu uno dei tanti fiori all'occhiello di una radio il cui stile tipicamente anglosassone, frutto della formazione cosmopolita di alcuni dei fondatori, rappresentò un'eccezione qualitativa particolare nel mare di qualunquismo generalista che già allora stava iniziando a diffondersi nell'emittenza FM dell'epoca.
Intanto in Italia, l'11 settembre 1968 esce la prima pubblicazione dedicata al radioascolto. "Club Ascoltatori Onde Corte" era un bollettino di tre pagine redatto e stampato in formato A4 ciclostilato a Trieste da Elio Fior, Claudio Vascotto e Sergio Verbois. Il costo della copia, in francobolli, era di Lire 25. La prima parte conteneva i tips (ascolti) realizzati dai collaboratori; l'altra dava spazio alle notizie dal radioascolto internazionale.
Forse l'inizio di una lunga serie di bollettini che in Italia si moltiplicarono dai primi anni '70 affiancati dalla nascita "parallela" di Clubs dedicati al radioascolto.
Anche qui, nel 1970, la storia parte da Trieste, dalle radici del bollettino "Club Ascoltatori Onde Corte" che divenne prima "Bollettino dell'Italia Radioclub", poi (1971) "Rivista Onde Corte", ritenuto il primo tentativo di creare un "giornale" con tutte le informazioni utili su: orari, frequenze, stazioni, rapporti di ascolto, concorsi ed altre iniziative collegate al radioascolto. In quel periodo in Europa giravano una decina di riviste dedicate al radioascolto e nel nostro continente, come in Nord America e Giappone, ci si organizzò a livello di Associazioni o Federazioni che riuscirono a far fruttare felicemente l'opera di piccoli gruppi locali ad esse collegate, tanto che le associazioni scandinave ed inglesi di radioascolto operano tuttora sulle basi di quanto seminato in quelli anni, pur con le necessarie varianti scaturite nel tempo per adeguare tali entità al mutato panorama tecnologico, politico ed al naturale ricambio generazionale delle cariche.

Per quanto riguarda comunque "Rivista Onde Corte", il grande momento di questo bollettino durò circa quattro anni, fino al 1974, quando alcuni collaboratori fondarono propri bollettini editoriali. Tra questi ci fu il tentativo del milanese Enrico Callerio che dal 1976 per circa un anno realizzò la rivista trimestrale "Onde di radiodiffusione". "Rivista Onde Corte" durerà ancora fino ai primi mesi del 1976, quando cessa le pubblicazioni per ragioni che vennero solo in parte chiarite successivamente, in una riunione tenutasi nel Giugno 1977 a Firenze ; in tale incontro - eufemisticamente definito allora come "avvelenato" - le distanze e gli attriti tra i maggiori DXer italiani si acuirono e si ampliarono, premessa logica della piccola babele di micro-gruppi e corrispondenti bollettini degli anni seguenti. Tali pubblicazioni avevano incominciato a circolare già dalla seconda metà degli anni '70 ed erano solitamente realizzati mediante fotocopie o ciclostile. Erano attivi 26 bollettini in Italia : lo specchio di una incredibile situazione fatta di un individualismo spinto accentuato dagli effetti (perniciosi) di diatribe e polemiche mai risolte né chiarite. Impossibile citare i nomi di tutti i gruppi e club allora esistenti, ricordiamo i nomi di quelli più conosciuti in quel periodo.

- GAT- Gruppo Ascolto Torino di Riccardo Novarino.
- Gruppo Ascolto Sempione di Marco Tozzi.
- Gruppo Ascolto Bergamasco di Pierino Cacciamatta.
- Gruppo Ascolto Marca Trevigiana di Luigi Basso.
- BCL Dx Lazio di Sergio Rosa.
- Gruppo Ascolto Napoli (IDXN) di Gianni e Dario Villani.
- Gruppo Ascolto Radio dello Stretto di Giovanni Sergi.
- Gruppo Radio di Elio Fior.
- Radio Club World di Walter Vianello.
- Roma Dx Club di Sergio Roca.
- Gruppo Ascolto Roma Aurelio (fondato da Fabio Zampa)
- Gruppo Ascolto Moderno di Modena (attivo per solo 18/20 mesi, pubblicò un bollettino omonimo
per opera di Fausto Manfredini, un maestro elementare poi passato alla fotografia)
- The Dial-twiddlers Club (bollettino di breve durata irregolarmente pubblicato a Firenze da
Leonardo Borselli a fine anni '70/primi anni '80).

Molte voci….e poca organizzazione. Evidentemente l'esplosione di decine di bollettini e Gruppi locali, dalla fine del 1978 fece riflettere diversi appassionati BCL i quali cominciarono a pensare alla possibilità di tentare di coagulare queste realtà diverse e distanti in un'unica organizzazione. In questo clima, l'1 novembre 1980, alcuni BCL tra cui Piero Castagnone (Sestri Levante), Francesco Clemente (Udine) e Walter Mola (Torino) organizzano il primo Congresso per proporre la costituzione della FRI (Federazione dei Gruppi di Radioascolto Italiani). Alcuni attivi BCL avevano finalmente capito che, per incentivare la pratica del radioascolto, occorreva convergere in un'organizzazione associativa o federativa. A Firenze si tenne il primo Congresso in cui però non si raggiunsero concreti accordi realizzativi. A Bologna, il 19 settembre 1981 si tornò a parlare delle risorse per costituire una Federazione oppure un'Associazione di BCL per tentare di far confluire le risorse in una organizzazione. Ma qui si apre quella frattura la cui ombra arriverà fino ai giorni nostri. Il dialogo che inizialmente era sembrato più spontaneamente costruttivo, comincia ad incrinarsi, a cedere al personalismo, all'individualismo. Ormai sull'associazionismo del radioascolto si spargono i veleni del rancore, dell'individualismo, del protagonismo di alcuni...

 

3- continua